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blue devils

Sinfonia di Seta e Verità

La villa dei Carter, spogliata della presenza oppressiva di Eleanor e Marcus, aveva smesso di somigliare a un mausoleo per diventare qualcosa di simile a un rifugio segreto, un’isola sospesa nel tempo. Riley non se n’era mai andata dopo quella notte di lacrime e pizza fredda. Aveva portato qualche cambio in uno zaino, lasciando il suo attico sterile per la camera di Sienna, e in meno di una settimana l’ordine maniacale di quella stanza era stato contaminato da una vitalità disordinata: libri di poesia lasciati aperti sul tappeto, felpe di Boston abbandonate sulle sedie Luigi XV e il profumo di sandalo di Riley che si intrecciava indissolubilmente a quello di peonie di Sienna.

A scuola, il loro legame era diventato un enigma che faceva impazzire @TheDevilKnows. Non erano più solo compagne di squadra o alleate di convenienza; erano diventate un’entità singola, un fronte unito che camminava per i corridoi con una sincronia quasi soprannaturale. Le "ancelle" di Sienna erano state relegate a comparse sfocate, mentre Nathan Walker era diventato un fantasma sociale, un re spodestato che guardava da lontano la sua ex fidanzata fiorire di una luce che lui non era mai stato in grado di accenderle.

— Hai visto come ci guardano? — sussurrò Riley un mercoledì pomeriggio, mentre erano sedute sui gradini della biblioteca. — Sembrano convinti che stiamo pianificando un colpo di Stato.

Sienna non alzò lo sguardo dal tablet, ma un sorriso sottile le increspò le labbra. — Forse lo stiamo facendo, Riley. Solo che non sanno che il premio non è la scuola, ma la nostra libertà.

Le loro dita si sfiorarono "accidentalmente" sopra lo schermo, un contatto che durò un secondo di troppo prima che Sienna si scostasse, seppur con riluttanza. Era diventato un gioco pericoloso e dolcissimo: cercarsi costantemente senza ammetterlo. Un tocco sulla spalla per correggere la postura durante gli allenamenti, una mano che indugiava sulla schiena dell'altra mentre attraversavano la mensa, il calore dei loro fianchi che si premevano quando sedevano vicine sul divano a studiare. Ogni sfioramento era una scossa, una conferma silenziosa che il mondo esterno non contava nulla rispetto a quella bolla che avevano costruito.

La notte era il loro momento preferito. Nel letto immenso di Sienna, le distanze formali crollavano. Non dormivano più nei propri spazi predefiniti; si ritrovavano sempre, nel cuore della notte, raggomitolate l'una contro l'altra, come se i loro corpi conoscessero una verità che le loro menti non osavano ancora pronunciare.

— Mi sento come se avessi vissuto tutta la vita in bianco e nero — mormorò Sienna una sera, mentre le luci della città filtravano dalle vetrate, tingendo la stanza di blu e argento. — E poi sei arrivata tu, con la tua pizza unta e il tuo passato complicato, e hai dato fuoco a tutto.

Riley, distesa sul fianco a pochi centimetri da lei, le scostò una ciocca di capelli biondi dal viso. — Il fuoco è necessario, Sienna. Serve a bruciare le maschere. E la tua era diventata troppo pesante.

Quella sera, l'aria nella camera era diversa. Non c'erano post del Diavolo da commentare, né strategie da pianificare contro Nathan. C'era solo un silenzio vibrante, rotto dal ticchettio della pioggia leggera contro i vetri e dal battito accelerato dei loro cuori.

Sienna si voltò verso Riley. I loro sguardi si incrociarono nell'oscurità, e per la prima volta, la "regina" non sentì il bisogno di distogliere gli occhi per mantenere il controllo. Sentiva una gravità nuova, una forza d'attrazione che la spingeva verso Riley con un'urgenza che le toglieva il respiro.

— Riley? — chiese Sienna, la voce bassa, quasi un soffio.

— Dimmi.

— Non ho mai fatto nulla di spontaneo in vita mia. Ogni mio bacio, ogni mia parola, ogni mio gesto è sempre stato parte di un piano. Ma ora... ora non so cosa sto facendo. E non mi interessa.

Riley sorrise, un sorriso carico di una tenerezza che fece tremare le fondamenta del mondo di Sienna. Si sporse in avanti, eliminando quei pochi centimetri che le separavano.

— Allora non pensare, Sienna. Per una volta, lascia che succeda e basta.

Fu il bacio più dolce, gentile e spontaneo che entrambe avessero mai vissuto. Non aveva nulla della foga disperata dei balli scolastici o della teatralità delle relazioni di facciata della Westbridge. Sapeva di promesse mantenute nel buio, di segreti condivisi e di una comprensione che andava oltre le parole. Le labbra di Riley erano calde e morbide, e quando Sienna ricambiò il bacio, sentì un calore diffondersi nel petto, sciogliendo l'ultimo strato di ghiaccio che aveva protetto il suo cuore per anni.

Sienna fece scivolare le mani tra i capelli di Riley, attirandola a sé, mentre Riley le accarezzava il viso con una delicatezza che sembrava quasi timore di romperla. Era una danza di scoperta, un riconoscimento reciproco di due anime che si erano trovate nel caos di un'esistenza fatta di apparenze.

Quando si separarono, restarono con le fronti premute l'una contro l'altra, respirando la stessa aria.

— È questa la cosa giusta? — chiese Sienna, con una vulnerabilità che non avrebbe mai mostrato a nessun altro.

— È la cosa più giusta che io abbia mai fatto — rispose Riley, baciandole la punta del naso. — Al diavolo Westbridge, Sienna. Al diavolo @TheDevilKnows. Se questo è un peccato, allora voglio essere colpevole per sempre.

Quella notte non dormirono subito. Restarono a parlare sottovoce, intrecciando le gambe sotto le lenzuola di seta, scoprendo che la realtà era infinitamente migliore di qualsiasi perfezione coreografata. Sienna si rese conto che non aveva più bisogno di una corona per sentirsi potente; le bastava il modo in cui Riley la guardava, come se lei fosse l'unica persona rimasta sulla Terra.

— Se i miei tornano e scoprono che la loro "figlia perfetta" ama la ragazza che ha quasi bruciato una scuola a Boston... — iniziò Sienna, ma Riley la interruppe con un bacio leggero sulla mascella.

— Allora bruceremo anche questa villa, se necessario. Ma lo faremo insieme.

Il mattino seguente, la luce del sole inondò la stanza, ma l'incantesimo non si spezzò. Sienna guardò Riley dormire accanto a lei e sentì un senso di pace che non aveva mai conosciuto. Non c'era più paura della debolezza, perché in Riley aveva trovato una forza che non dipendeva dal timore degli altri, ma dall'amore per se stessa.

Si alzarono e si prepararono per la scuola come ogni giorno, ma c'era una nuova consapevolezza nei loro gesti. Mentre Sienna aiutava Riley a chiudere la cerniera dello zaino, le lasciò un bacio rapido sul collo, un gesto di un'intimità così naturale da sembrare antico.

— Pronta per un altro giorno nell'arena? — chiese Riley, prendendole la mano mentre si dirigevano verso la porta.

Sienna sorrise, e questa volta il calore raggiunse i suoi occhi azzurri, rendendoli luminosi come il mare in estate. — Con te al mio fianco? Possono anche mandare il Diavolo in persona. Non ho più nulla da nascondere.

Mentre scendevano le scale di marmo della villa, mano nella mano, Sienna Carter sapeva che la sua vita non sarebbe mai più stata la stessa. La regina era caduta, ma la donna che era nata dalle sue ceneri era infinitamente più pericolosa, perché non combatteva più per un trono di vetro, ma per la verità che aveva trovato tra le braccia della ragazza di Boston.

Westbridge non era pronta per quello che stava per succedere. Perché se il Diavolo sapeva tutto, non sapeva ancora che l'amore, quello vero e senza maschere, era l'unico segreto che non avrebbe mai potuto distruggere. E Sienna e Riley erano pronte a mostrare al mondo intero come si brilla davvero, quando non si ha più paura di bruciare.